Dimissioni per giusta causa 5/5 (1)

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Quando è possibile dimettersi per giusta causa ?

In un periodo di crisi economica e del lavoro come quello odierno, sono poche le persone che scelgono di licenziarsi.

Tuttavia si deve sapere che in alcuni casi, quando la situazione sul lavoro è gravemente intollerabile per colpa del datore di lavoro stesso, è possibile licenziarsi ed avere comunque diritto alla disoccupazione. Si parla in questo caso di ‘dimissioni per giusta causa’.

Molti lavoratori non sanno che si ha diritto a percepire la Naspi, o indennità di disoccupazione, ogni qual volta che si perda il lavoro per causa non imputabile al lavoratore stesso.

Ebbene, in queste casistiche rientrano anche le dimissioni per giusta causa: vale a dire che il lavoro si considera perso non per responsabilità del dipendente ogni qualvolta egli si dimetta per un comportamento del datore di lavoro così grave da non consentire la prosecuzione del rapporto di lavoro.

Per ‘dimissione per giusta causa’ si intende una dimissione che prescinde dalla volontà del lavoratore e la cui responsabilità ricade in toto sull’azienda o sul datore di lavoro.

Dato che si tratta di un argomento delicato, l’INPS con una circolare del 2000 ha voluto chiarire i più importanti casi pratici nei quali il lavoratore può dimettersi per giusta causa e percepire l’indennità di disoccupazione.

  • Quando si hanno subito molestie sessuali sul luogo di lavoro. Le avances fatte dal datore o dalla datrice di lavoro alla dipendente o al dipendente consentono a quest’ultimo/a di lasciare il luogo di lavoro senza preavviso.
  • Il mancato pagamento dello stipendio, oppure un sistematico e grave ritardo nel pagamento della retribuzione (come potrebbe essere un ritardo di due o tre mesi nel pagare lo stipendio).
  • Mobbing: il maltrattamento sistematico sul luogo di lavoro, da parte dei colleghi o dei superiori, causa lesioni psico-fisiche al lavoratore e costituisce giusta causa di dimissioni.
  • Demansionamento: il peggioramento delle mansioni lavorative svilisce la capacità professionale del lavoratore e può giustificare le dimissioni per giusta causa.
  • La variazione consistente delle condizioni di lavoro in seguito alla cessione dell’azienda.
  • Trasferimento del lavoratore ad una sede diversa in mancanza delle ragioni tecniche-organizzative indispensabili secondo la legge.
  • Mancato rispetto della normativa sulla sicurezza sul lavoro.
  • Comportamento ingiurioso del superiore nei confronti del lavoratore.

In tutti i casi che abbiamo elencato, contenuti nella circolare numero 163/2000 dell’INPS, per il lavoratore è possibile dimettersi per giusta causa dal luogo di lavoro e contemporaneamente chiedere all’INPS l’indennità di disoccupazione.

Le dimissioni, come previsto dalla legge, devono essere comunicate per via telematica.

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