Anche le chiamate configurano stalking 3.67/5 (3)

stalking

Non occorre un contenuto minaccioso o a sfondo sessuale per configurare il reato di stalking a seguito di SMS o telefonate.

E’ quanto stabilito dalla Suprema Corte di Cassazione con sentenza n. 5316 del 2015, a seguito del ricorso dell’ex marito che inviava messaggi e telefonate alla ex moglie in maniera ossessiva per la frequenza e la costanza con cui venivano effettuati.

La donna si trovava in uno stato di ansia per via di tali messaggi e telefonate, le quali la pressavano, le provocavano uno stato perenne di turbamento psicologico.

La condotta dell’ex marito, infatti, è stata tale da porre in essere dei comportamenti persecutori capaci di configurare il reato ex art. 612 bis del codice penale, il quale sancisce: “Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque, con condotte reiterata, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita”.

Non vi è dubbio, dunque, che anche la condotta possa in essere dall’imputato abbia configurato tale reato : gli ermellini hanno dunque confermato la reclusione di 1 anno e 3 mesi per l’uomo.

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