Videosorveglianza nei locali, la privacy e statuto lavoratori 3.75/5 (2)

processo

Impianto di videosorveglianza nei locali commerciali

La privacy è tutelata sempre più pedissequamente dai giudici di merito e di legittimità, come un vero e proprio diritto fondamentale che sembra superare nel bilanciamento degli interessi, molti altri diritti.

Sembrava questione di poco tempo e, infatti, non si è fatta attendere la pronuncia circa gli impianti di videosorveglianza nei locali commerciali, utilizzati ai fini della sicurezza del locale stesso e per prevenire furti ed altre azioni criminose.

Tali impianti, chiaramente, ledono il diritto alla riservatezza dei clienti di tali locali, i quali potrebbero non voler essere ripresi e che spesso non si accorgono neanche della presenza di tali videocamere.

Proprio a tutela dei loro interessi è intervenuta una recentissima pronuncia della Corte di Cassazione con sentenza n. 17440 del 2 settembre 2015, la quale sancisce che “L’installazione di un impianto di videosorveglianza all’interno di un esercizio commerciale, allo scopo di sorvegliare l’accesso degli avventori, costituisce “trattamento di dati personali” agli effetti del d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196, e deve perciò formare oggetto di informativa rivolta ai soggetti che facciano ingresso nel locale.”

Sara da stabilire, pertanto, in che maniera l’obbligo di informativa sarà considerato evaso e in quali termini.

È bene per i gestori di tali locali apporre in maniera visibile un cartello avvertendo di tale installazione gli avventori.

Si ricorda che nella sorveglianza occorre rispettare il divieto di controllo a distanza dell’attività lavorativa, pertanto è vietata l’installazione di apparecchiature senza autorizzazione dell’ispettorato (jobs act)

Non devono quindi essere effettuate riprese dei doveri di diligenza stabiliti per il rispetto dell’orario di lavoro e la correttezza della prestazione lavorativa.

Osservate le garanzie previste in materia di lavoro quando la videosorveglianza è resa necessaria da esigenze organizzative o produttive, ovvero è richiesta per la sicurezza del lavoro.

La Cassazione, con la sentenza n. 50919 del 2019, ha stabilito che “il consenso dei lavoratori all’installazione di un impianto di videosorveglianza nei locali dell’impresa non vale a sanare la mancata attivazione della procedura, la quale impone l’accordo sindacale o, in difetto, l’autorizzazione dell’ispettorato territoriale del lavoro

Nell’art. 4, comma 1, dello Statuto dei lavoratori inibisce, in assenza dello svolgimento delle preordinate intese con le rappresentanze dei lavoratori ovvero in assenza della autorizzazione rilasciata dall’Ispettorato del lavoro, la installazione degli strumenti di videosorveglianza a distanza

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