Istanza gratuito patrocinio, dove presentarla 2.25/5 (2)

processo

La presentazione della richiesta di patrocinio gratuito

Una volta che avete compilato la richiesta in carta semplice, con tutte le annotazioni che abbiamo indicato, dovete consegnarla.

Se siete convenuti in un processo civile, la richiesta va presentata al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati. Se si è indagati in un procedimento penale, bisogna presentare la richiesta alla cancelleria del giudice competente per il processo.

La richiesta di gratuito patrocinio può essere accolta, ed in tal caso non si avrà obbligo di pagare alcuna spesa, o rigettata. Nel secondo caso, entro venti giorni, è possibile proporre ricorso al Presidente del Tribunale oppure la Presidente della Corte d’Appello ai quali appartiene il giudice che ha deciso.

Se la richiesta viene accolta, si potrà scegliere nell’albo degli avvocati iscritti quello che si vuole come difensore. L’elenco è consultabile presso il Consiglio dell’Ordine degli avvocati.

avvocato gratuito patrocinio

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Cosa accade se l’avvocato chiede il pagamento dopo l’ammissione al gratuito patrocinio ?

Se si è ammessi al patrocinio a spese dello Stato non si deve pagare nulla. Anche le fotocopie degli atti del fascicolo sono rilasciate gratuitamente, e si può anche nominare un consulente se è necessario, senza pagare nulla neppure in questo caso.

Se si è stati ammessi al patrocinio a spese dello Stato e l’avvocato, nonostante questo, insiste nel richiedere il pagamento della prestazione, allora egli non solo sta infrangendo il codice deontologico degli avvocati, ma potrebbe anche commettere reato di truffa contro lo Stato.

Infatti quando si ha diritto al patrocinio a spese dello Stato non si deve pagare proprio nulla: tutte le spese del giudizio e dell’avvocato sono, appunto, a carico dello Stato ed il richiedente non deve sborsare un centesimo.

Se quindi l’avvocato insiste perché gli si anticipi una parte o tutto l’onorario, bisogna segnalare il suo comportamento al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati. Nei suoi confronti sarà aperto un procedimento disciplinare.

In alternativa si può denunciare l’avvocato che abbia tale comportamento fraudolento alla Procura della Repubblica per truffa ai danni dello Stato. La Cassazione ha anche spiegato che commette reato di truffa l’avvocato che utilizzi la dichiarazione del suo assistito per ottenere il pagamento sia dallo Stato che anche dal cliente, anche se solo in parte, e realizza così il profitto ingiusto che integra il reato di truffa.

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