Aspetti critici e incostituzionalità della nuova Legge sulla Cittadinanza 3.75/5 (4)

Aspetti critici e incostituzionalità della nuova Legge sulla Cittadinanza

Dopo oltre 20 anni di attesa, la nuova Legge sulla Cittadinanza italiana è stata finalmente approvata alla Camera, come abbiamo già avuto modo di commentare nei giorni scorsi. Tuttavia il testo approvato presenta molti aspetti critici che si spera verranno chiariti durante l’analisi da parte del Senato. Le criticità che andremo ad illustrare, infatti, presentano profili di incostituzionalità della normativa e mettono l’intera riforma a rischio di cassazione da parte della Corte Costituzionale.

Permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo

Il primo punto di criticità riguarda il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, che sappiamo essere richiesto dalla riforma affinché il nascituro divenga cittadino italiano. Secondo l’attuale riforma, infatti, è necessario che almeno uno dei due genitori sia in possesso di detto permesso. Proprio però la richiesta di questo specifico permesso, e non di un generico permesso di soggiorno, apre ad un possibile profilo di incostituzionalità giacché, per ottenere questo tipo di permesso, si deve possedere un reddito superiore rispetto gli altri tipi di permesso di soggiorno.

Si crea in questo modo una discriminazione “per censo”, ovvero si discrimina tra figli di extracomunitari più ricchi – che potranno diventare cittadini italiani dalla nascita – e figli di extracomunitari meno ricchi, che non potranno accedere a questo fondamentale diritto della persona.

Non solo, ad aggravare il tutto, il fatto che un cittadino di un altro stato europeo non potrà mai beneficiare di un permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo e dunque non potrà mai beneficiare della nuova normativa. Questo significa che la norma non solo sarebbe incostituzionale ma anche contraria alle convenzioni UE e di conseguenza impugnabile alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea.

A tutto questo si aggiunga la prassi di molte questure italiane che in sede di rinnovo del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, in modo illegittimo, vagliano nuovamente il possesso dei requisiti di reddito da parte del richiedente – quando invece la normativa espressamente precisa che non è necessario possederli in sede di rinnovo – e nel caso non riscontrino tali requisiti, ritirano arbitrariamente tale permesso di soggiorno, rilasciando al suo posto un differente tipo di permesso.

Anche in questo caso si creerebbe discriminazione tra quei cittadini extracomunitari che, coscienti dei loro diritti, possono permettersi di ricorrere ad un avvocato per vedere riconosciuti i propri diritti e quei cittadini che subiscono questi abusi da parte delle questure.

Attribuzione della volontà di acquisto della cittadinanza ad un solo genitore

Il secondo aspetto critico riguardo la nuova legge sulla cittadinanza attiene la facoltà assegnata anche ad uno solo dei due genitori di optare per la cittadinanza italiana per il proprio figlio.

La Costituzione Italiana, all’articolo 29, sancisce la parità tra i coniugi e il successivo articolo 30 stabilisce la parità di diritti e doveri dei coniugi: attribuire il potere di decidere la nazionalità del figlio a solo uno dei due genitori, potenzialmente anche contro la volontà dell’altro genitore, apre un nuovo profilo di incostituzionalità della normativa approvata alla Camera.

Persone con disabilità psichica

La nuova legge sulla cittadinanza prevede che il richiedente cittadinanza italiana effettui due atti personalissimi: la richiesta di cittadinanza – nel caso di naturalizzazione – o la dichiarazione di volontà – nel caso di acquisizione dalla nascita – e il giuramento. In entrambi i casi la normativa non prevede, nel caso di stranieri portatori di disabilità psichica, la possibilità che sia il tutore a compiere questi due atti.

Alla luce della attuale riforma della Legge sulla Cittadinanza è impedito dunque alle persone con disabilità psichica l’acquisto della cittadinanza italiana, elemento questo che non solo viola la Costituzione Italiana ma viola anche la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità nonché le Convenzioni della Comunità Europea.

Speriamo dunque che il vaglio del Senato ponga rimedio a questi tre fondamentali aspetti critici che la nuova Legge sulla Cittadinanza italiana presenta. Diversamente si rischia, dopo tanti anni di attesa di una normativa finalmente degna di un paese moderno come l’Italia, di partorire una legge contraria all’ordinamento vigente e che senza ombra di dubbio verrebbe presto portata all’attenzione della Corte Costituzionale nonché delle altre Sedi giurisdizionali internazionali.

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